EXPLANATIONS – IL PROGETTO SOFIE

Prima di tutto vogliamo esprimere affetto e vicinanza a tutti quegli italiani che da mesi vivono una situazione drammatica a causa dei terremoti.

Vedere la distruzione di interi paesi e le tristi notizie che ne derivano ci lascia letteralmente l’amaro in bocca.

L’Italia è un paese caratterizzato da una forte e costante sismicità, ma del resto è la sua conformazione a dircelo: un lungo sistema di faglie crea i nostri rilievi dalla sicilia al friuli.

Sapere che viviamo letteralmente sopra ad una faglia non deve farci paura, un sisma di intensità rilevante colpirà una qualche zona dell’Italia è una certezza, non possiamo sapere quando ma possiamo prevenire le conseguenze.

Oggi vi vogliamo parlare di uno dei tanti sistemi costruttivi “antisismici”, un sistema tutto italiano: il progetto SOFIE (sistema costruttivo casa Fiemme).

“Il progetto Sofie è un progetto di ricerca avviato dalla Provincia Autonoma di Trento, su proposta dell’ IVALSA (istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree), e a cui hanno preso parte il CNR e le Università di Trento, Firenze, Venezia e Pavia. La ricerca è finalizzata a verificare le prestazioni dei sistemi costruttivi per la costruzione di edifici a più piani realizzati con struttura portante in legno trentino di qualità certificata e caratterizzato da elevate prestazioni meccaniche e basso consumo energetico, ottimi livelli di sicurezza al sisma e al fuoco, comfort acustico e durabilità nel tempo. Il legno è un ottimo materiale da adottare per le costruzioni in zone a rischio sismico per le sue caratteristiche (leggerezza, resistenza, facilità di lavorazione) e per i sistemi costruttivi che si possono adottare (duttilità e dissipazione dell’energia).

A collaborare a questo progetto è stato anche il National Institute for Earth Science and Disaster Prevention (NIED) di Kobe, Giappone. Proprio al NIED si sono svolte le prove per valutare le prestazioni e le potenzialità dei sistemi costruttivi in legno in edifici multipiano. La tecnologia utilizzata è stata quella dei pannelli X-Lam, tecnica nata in Giappone meno di un ventennio fa. I pannelli sono fatti in legno massiccio di abete rosso proveniente dalla Val di Fiemme, lo spessore varia dai 5 ai 30 cm, e vengono realizzati incollando tavole di spessore di 2 cm, incrociando le fibre. I pannelli vengono prodotti già provvisti di aperture per porte, finestre e vani scala. Le connessioni vengono fatte con elementi metallici come viti e chiodi.

Questa tecnologia è stata scelta non solo per le proprietà antisismiche ma anche per promuovere un’edilizia sostenibile; il legno proviene da foreste che certificano la gestione sostenibile e i pannelli X-Lam vengono prodotti a partire da legni di media bassa qualità per poi ottenere un prodotto di alta qualità. Indubbi sono poi i vantaggi per quanto riguarda l’isolamento acustico e termico.

PROVE LUGLIO 2006

La prova si è svolta sulla piattaforma vibrante del Nied a Kobe. L’edificio testato era a tre piani, costruito interamente con la tecnologia X-Lam con legno trentino. Vennero riprodotti tre terremoti differenti tra loro per tipologia ed intensità. Si riprodusse il terremoto di Kobe del 995 che aveva avuto una magnitudo Richter 7.2 al 75 % della sua intensità; il terremoto di El Centro in California del 1940 con magnitudo 6.7 al 160 % della sua intensità; il terremoto di Nocera Umbra del 1998 di magnitudo 5.8 al 100% della sua intensità. Di volta in volta si allargarono le aperture di porte e finestre al piano terra per rendere la struttura sempre meno resistente. Dopo un ciclo di 15 scosse l’edificio aveva subito solo dei danni minimi e riparabili con interventi semplici. Nessun altro edificio avrebbe retto così bene a una tale onda sismica. Le prove dimostrarono che le caratteristiche di flessibilità, resistenza, duttilità e leggerezza proprie del legno permettono di ridurre al minimo i danni causati dal terremoto.

PROVA DEL 6 MARZO 2007

La casa che aveva retto così bene alle prove sismiche fu in seguito sottoposta ad altre prove per valutarne la resistenza fisica, l’acustica, all’umidità e al fuoco. Il 6 marzo 2007, al IBRI di Tsukuba in Giappone si sottopose l’edificio ad una prova di simulazione d’incendio. Per spingere al massimo la simulazione si applicò un carico d’incendio doppio rispetto a quello che avrebbe una comune camera d’albergo. Le fiamme scaturirono da dei forni che superavano i 1000°C. Dopo 1 ora la struttura portante era intatta e conservava le proprie caratteristiche meccaniche dunque senza causare seri pericoli per gli eventuali abitanti.

PROVE 2007 (PRIMAVERA ITALIANA)

Questa prova venne effettuata sulla piattaforma Miki al NIED di Kobe, la più grande e potente al mondo. Questa volta l’edificio testato era di 7 piani, completamente in X-Lam, e raggiungeva un’altezza di 23.5 m. Questo test fu il primo ad essere eseguito su un edificio così grande. Si cercò di spinegere al limite il materiale impiegato, il legno. La tecnologia e i metodi furono gli stessi di quelli del 2006. L’edificio rispose bene alle  sollecitazioni riportando solo alcuni lievi danni. Fino a quel momento le norme antisismiche vietavano le costruzioni di edifici in legno più alti di 7.5 m. “

IL LEGNO E IL SISMA

storia ed evoluzione dell’abitare il terremoto in Italia

tesi di laurea di Sara e Federica

Tutto questo per dirvi che le cose si possono fare, e si possono fare bene. Che anche in Italia abbiamo delle enormi potenzialità.

 

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